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CINEMA DANTE


Al Glebe Community Centre, 175 Third Avenue
(angolo Third Avenue and Lyon Street South)
In collaborazione con il GNAG

Pagina aggiornata il 27 dicembre, 2017


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Buongiorno, notte


SUMMARY ***** RÉSUMÉ

  • 7 Febbraio, 2018 - alle 19h

  • Regista: Marco Bellocchio
  • Interpreti: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka.

  • 2003, drammatico, a colori, durata 105 minuti

  • * In italiano - Senza sottotitoli
  • * In italian - No subtitles
  • * En italien - Non sous-titré

  • TRAMA E RECENSIONE


    Buongiorno, notte

    Negli anni Settanta, Chiara è una giovane terrorista coinvolta nel sequestro del leader della D.C. Aldo Moro. Chiara vive con molto disagio la sua doppia vita fatta da un lato di normalità (lavoro, colleghi, il suo ragazzo), dall'altro di appartenenza a una cellula armata. Attraverso i suoi occhi rivive il clima degli "anni di piombo" e il travaglio dei brigatisti, stretti fra la fiducia nell'avvento della rivoluzione e la realtà quotidiana fatta di clandestinità e piccole e grandi tragedie...

    "Con 'Buongiorno, notte', Marco Bellocchio ci regala una toccante radiografia 'infedele' della storia Moro di grande forza, come quasi mai i racconti della politica sono sullo schermo. Occorre un grazie sentito anche perché solo attraverso simili occasioni è possibile rendere conto di una vicenda la cui storia vera, ormai, sembra certo non conosceremo mai". (Andrea Martini, 'Quotidiano nazionale', 5 settembre 2003) "Congelando la fresca disponibilità di Maya Sansa, il regista non le concede di variare molto l'espressione sempre allarmata, preoccupata, lacerata.

    Chiara fa un personaggio sulla tomba del padre, seguito da una bicchierata campestre con gli ex partigiani al canto di 'Fischia il vento' e da una commossa rievocazione delle lettere dei condannati a morte della Resistenza. Per assimilare al loro sacrificio quello di Moro, che scrive alla moglie, o per dirci che i brigatisti, pur considerandosi paladini della supersinistra, nel loro operare cieco e crudele sono omologabili agli sgherri del nazifascismo? Ogni tanto i significati di questo film dalla fattura impeccabile sembrano sfuggire un po' alle mani dell'autore: ma si possono controllare i sogni?".

    (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 5 settembre 2003)"Orbene, la radiografia di Bellocchio non lascia scampo ad equivoci. I quattro di via Montalcini non hanno dietro segreti burattinai, se non i loro compagni e coetanei delle altre colonne e 'direzioni strategiche' brigatiste. E sono loro e solo loro i 'compagni che sbagilano', figli putativi che disconoscono e mistificano la loro ascendenza, rappresentata nella pellicola dagli anziani partigiani che cantano 'Bella ciao'.

    Tesi limpida e coraggiosa, una vera e propria sfida a un universo politico e culturale aduso a darsi spiegazioni dietrologiche in luogo di quelle logiche. Meno convincente è l'altra caratteristica del film, da molti privilegiata come la più apprezzabile: quella di mostrarci i terroristi nei loro sentimenti, personali emozioni, incubi e sogni contradditori.

    Ambigua operazione non perché Mario Moretti, Prospero Gallinari, Germano Maccari e, in primo piano l'ispiratrice dell'opera, Anna Laura Braghetti, non possedessero una loro umanità degna di essere scandagliata e in una certa misura bisognosa di 'pietas', ma per l'esito raggiunto. (...) quei carcerieri, giudici e, al termine, carnefici, finiscono per apparire allo spettatore, sovente ignaro o dimentico, come poveri diavoli, abitati sì da qualche idea balzana, ma pur sempre tormentati da dubbi irrisolti, in bilico tra un privato di buoni cristiani e un operare pratico segnato dalla P38 e dalla mitraglietta Skorpion. (...)

    Il che andrebbe anche bene se allo spettatore venisse in qualche modo fornita una postilla, ricordando che quella stessa Braghetti, due anni dopo, partecipò all'agguato sulle scale dell'Università di Roma, che costò la vita al professor Vittorio Bachelet, ucciso perché simbolo ffel Csm di cui era vicepresidente, come rivendicarono le BR.

    [https://www.comingsoon.it/film/buongiorno-notte/42134/scheda/]


    Good morning, night


    Screenplay by Anna Laura Braghetti, Paolo Tavella, Daniela Ceselli, Bellocchio. With Roberto Herlitzka, Maya Sansa, Luigi Lo Cascio. Politics, family, and the power of the subconscious again come together in Bellocchio’s disconcertingly lyrical imagining of the real-life kidnapping and execution of the Italian politician Aldo Moro. The mother-son dynamic at the center of many of Bellocchio’s films is here replaced by a metaphorical father-daughter relationship, largely imagined through dreams, between the reserved Moro (Herlitzka) and the girlish Red Brigade functionary (Sansa) who provides a middle-class front for his captors.

    [https://www.moma.org/calendar/events/17]


    Bonjour, la nuit

    Rome, 1978. Les mouvements d'extrême gauche mènent des actions de guérilla contre les tenants du capitalisme et les représentants du pouvoir en place. Chiara est une jeune terroriste engagée dans la lutte armée. Avec quelques amis, elle organise minutieusement l'enlèvement et la séquestration d'Aldo Moro, ancien Premier ministre et président de Démocratie chrétienne.

    Totalement impliquée dans la révolution, elle accepte les règles et les contraintes de la clandestinité. Parallèlement à ces activités, elle mène une vie en apparence parfaitement ordinaire : son travail de bibliothécaire, sa vie sentimentale et professionnelle n'ont rien que de très normal....

    L'enlèvement et l'assassinat, en 1978, d'Aldo Moro par les Brigades rouges furent un coup de tonnerre en Italie. La première qualité de ce film sous tension tient à son refus de tout jugement expéditif. Ce qui intéresse Bellocchio est niché dans l'inconscient, l'acte manqué, le rapport au père. Il envisage ce huis clos en termes moins politiques que psychiques et émotionnels : Aldo Moro et ses quatre geôliers ayant « vécu » ensemble cinquante-cinq jours, cela a forcément créé des liens. Si lutte il y a, elle émerge dans le propre camp des ravisseurs.

    Tout tourne autour du « placard » aménagé pour le détenu. Pour accéder à Moro, il faut le mériter, s'agenouiller, se frayer un chemin à travers la bibliothèque. On tombe alors dans un sas aux allures de confessionnal : c'est là qu'on enfile la ca­goule, là aussi qu'on pleure — cette scène magnifique où Chiara ne peut réprimer ses larmes à la lecture de la lettre de Moro adressée au pape. Moro, lui, ne bouge pas, reste entier, presque imperturbable. C'est tout à l'honneur du cinéaste d'avoir su révéler l'humanisme et la lucidité du leader politique, peut-être aussi son manque d'autorité.

    En deçà de leurs divergences, Moro et ses ravisseurs ont certainement éprouvé quelque chose de plus grand qu'eux, tapi sous la politique. Voilà la leçon déroutante de cette cérémonie hantée par des images de révolution ou de résistance, mais qui se conclut sur une délivrance, manière d'envisager que Moro et certains des Brigades rouges aient ouvert ensemble une brèche. — Jacques Morice

    [http://www.telerama.fr/cinema/films/buongiorno-notte,155824.php]