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Settembre - Novembre 2016
Al Glebe Community Centre
20 settembre Il ragazzo invisibile
4 ottobre Mia madre
18 ottobre Perfetti sconosciuti
1 novembre A Bigger splash
15 novembre Il vento fa il suo giro
29 novembre Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
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In collaborazione con il GNAG

 Mercoledì 4 ottobre --- 2017 --- 19h 
Mia madre

RÉSUMÉ ***** SUMMARY
Regia di: Nanni Moretti

Con: Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini.

2015, dramma; a colori; durata 107 minuti.

"Fai sentire l'attore, accanto al personaggio," dice la regista Margherita, lasciandoli interdetti e meditabondi, agli interpreti del suo seriosissimo film sul mondo del lavoro. E Mia madre è così: un film dove c'è sempre qualcuno accanto, qualcosa.
poster Accanto, di lato alla sorella Margherita, alla madre morente, calmo e capace di accudire, c'è Giovanni: un angelo wendersiano che pare uscito da quel Cielo sopra Berlino proiettato al Cinema Capranichetta, davanti al quale si svolge una delle tante scene oniriche che costellano un racconto che sogna un incubo a occhi aperti.

Accanto a Margherita (Buy), c'è Nanni Moretti, attore (mai così bravo) che sta al fianco del personaggio che ne è un chiaro ma trattenuto alter ego.
Un Moretti che sta sempre, silenziosamente, accanto al suo film, autobiografico quanto basta, o forse no; che lo guarda e lo accompagna tanto da dentro quanto da fuori, alla ricerca di quella giusta distanza che anestetizzi il dolore senza sopprimerlo.

In Mia madre il dolore è accanto alla risata, la vita accanto alla morte, il lavoro al privato, l'inglese all'italiano, la sicurezza alla confusione, la giovinezza alla vecchiaia. Il sogno accanto alla realtà, costantemente confusi da Margherita e da sua madre Ada.

E tutte queste cose scivolano l'una dentro l'altra, si mescolano, si intersecano e si contaminano, creando fluidità e incertezza; quella fluidità e quella incertezza che sono proprie della vita e di Margherita, che non è mai con la mente e con lo spirito nello stesso luogo, per citare la versione di latino tradotta dalla vecchia Ada e dalla nipote Livia verso la fine del film (e un po' anche Grosso guaio a Chinatown). Scivola via, Mia madre, scivola via con le musiche di Olafur Arnalds e la voce di Leonard Cohen, con la leggerezza dell'acqua che allaga casa di Margherita, e come l'acqua che scorre lascia i segni più profondi: i segni di un dolore ineludibile, di un peso insopportabile sotto il quale perfino l'angelo Giovanni sembra condannato a perdere le ali e le parole, seppur solo per un attimo.
Toglie il fiato, il dolore raccontato in Mia madre, quel dolore che Moretti, con una scena di straziante bellezza e cristallina semplicità, fa tirar fuori in tutte le sue lacrime solo alla piccola Lidia, dopo una fatidica telefonata arrivata nel cuore della notte e ascoltata da sotto le coperte di un letto da bambina.

Toglie il fiato ma non toglie le risate, che arrivano numerose attraverso le nevrosi morettiane messe in scena dalla Buy, attraverso gli scambi della regista con il bizzoso e incompetente divo americano chiamato sul suo set. Quell'elemento alieno, esterno, disomogeneo, cui Moretti non a caso affida una battuta che è una sorta d'(in)consapevole richiesta d'aiuto sua e dei suoi personaggi, prigionieri dell'incubo di quel che stanno vivendo e di un film che ne è sublimazione e catarsi, e che per Moretti stesso è richiamo all'ordine: "Bring me back to reality!."
La realtà. La realtà di quello che siamo, di quel che vediamo realmente quando ci guardiamo allo specchio, come Moretti ha voluto fare con Margherita, prendendosela con sé stesso, come dice lui, prima che con gli altri.
La realtà di un domani che non ci sarà, una realtà che spezza il cuore, che lascia casse di libri, ricordi, testimonianze e gesta in un corridoio in attesa che vengano faticosamente ricollocate in nuovi scaffali, nuovi cuori, nuove consapevolezze. [https://www.comingsoon.it/film/mia-madre/50391/recensione/]

In italiano *** sottotitoli in italiano


My mother

Acclaimed Italian auteur Nanni Moretti finds comedy and pathos in the story of Margherita, a harried film director (Margherita Buy, A Five Star Life) trying to juggle the demands of her latest movie and a personal life in crisis. The star of her film, a charming but hammy American actor (John Turturro) imported for the production, initially presents nothing but headaches and her crew is close to mutiny. Away from the shoot, Margherita tries to hold her life together as her beloved mother's illness progresses, and her teenage daughter grows ever more distant.
[https://www.rottentomatoes.com/m/mia_madre/]
In Italian *** Italian subtitles



Ma mère

Il nous avait déjà offert, brillamment, son Journal intime. Vingt-trois ans plus tard, Nanni Moretti semble nous proposer un nouveau chapitre du même journal, cette fois à travers le parcours d'un alter ego féminin.

À la fois drôle, tendre, délicat et subtil dans la peinture des émotions, Mia Madre évoque les petits et grands drames de la vie qui s'immiscent dans le quotidien d'une cinéaste, au moment même où a lieu le tournage d'un nouveau film. C'est un peu comme si les thèmes essentiels de l'existence venaient ici recentrer le déséquilibre d'un monde factice.

Margherita (Margherita Buy, habituée des plus récents films de Moretti) doit en effet traverser une épreuve dans sa vie personnelle alors que le tournage de son film à caractère politique, complètement bordélique, accapare toute son énergie. La toute première scène du film, pendant laquelle on voit des grévistes affronter des policiers antiémeutes, sonne d'ailleurs tellement faux qu'on ne s'étonne pas d'apprendre qu'il s'agit en fait d'une séquence que Margherita est en train de filmer. Dans laquelle rien ne fonctionne.

D'une certaine façon, Nanni Moretti nous offre ainsi sa Nuit américaine. Mais si, à l'instar du célèbre film de François Truffaut, le cinéma occupe ici une bonne partie du récit dans sa fabrication même, le chef de file du cinéma italien contemporain ratisse quand même un peu plus large.

Coincée entre les caprices de sa star américaine (formidable John Turturro dans un rôle où il doit nous faire croire qu'il peut être mauvais !) et des défis de mise en scène qui lui semblent insurmontables, Margherita, dont la vie amoureuse traverse aussi une zone de turbulences, doit en parallèle s'occuper de sa mère malade, dont la vie achève. La grande actrice de théâtre Giulia Lazzarini se glisse dans la peau de ce personnage de façon remarquable. Nanni Moretti s'est par ailleurs donné un rôle de soutien, soit celui du frère de la réalisatrice.



SANS PATHOS
Moretti profite évidemment de l'occasion pour satiriser à plein régime sur le monde du cinéma en glissant dans son récit une grande part d'autodérision. Mais il sait aussi se faire pudique - et très touchant - en évoquant les thèmes entourant la perte d'un être cher. Et ce, sans ne jamais tomber dans le pathos ou les excès de sentimentalisme. On sera en outre ému par ces scènes pendant lesquelles Margherita et son frère découvrent une facette inédite de la personnalité de leur mère, qui a enseigné la littérature et le latin pendant des décennies, révélée par les témoignages d'anciens élèves. Cet aspect du récit est d'ailleurs inspiré d'un épisode qu'a directement vécu le cinéaste.

Truffé de clins d'oeil au monde du cinéma, ponctué parfois de moments décalés où Margherita se perd un peu dans ses divagations, Mia Madre se révèle aussi très juste dans l'évocation d'un drame à la fois personnel et universel.
[http://www.lapresse.ca/cinema/201606/24/01-4995034-mia-madre-sobre-et-emouvant-12.php]

En italien *** sous-titres en italien