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Settembre - Novembre 2016
Al Glebe Community Centre
20 settembre Il ragazzo invisibile
4 ottobre Mia madre
18 ottobre Perfetti sconosciuti
1 novembre A Bigger splash
15 novembre Il vento fa il suo giro
29 novembre Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
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In collaborazione con il GNAG

 Mercoledì 18 ottobre --- 2017 --- 19h 
Perfetti sconosciuti

RÉSUMÉ ***** SUMMARY
Regia di: Paolo Genovese

Con: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher

2016, commedia/dramma; a colori; durata 97 minuti.

poster Di cose, durante una cena in casa che vede coinvolti sette amici (tre coppie e un forse fidanzato non accompagnato), ne succedono davvero tante, senza sosta. E dei momenti e delle azioni, in Perfetti sconosciuti, ti rimangono impressi, prima nella pancia e poi nella mente. Perché intensi, reali, pezzi di cinema da non sottovalutare.

Anche se (o perché) non siamo certo in un film di Woody Allen, né di Bergman, né in Carnage o in un francese tipo Cena tra amici: ma Paolo Genovese e suoi co-sceneggiatori lo sanno, e rimarcano giustamente le differenze, che sono di classe, approccio e aspirazioni.
Rimangono impressi (senza entrare nei dettagli) la faccia, le parole e i gesti di Valerio Mastandrea di fronte a un gigantesco equivoco da lui stesso causato; quando capisce che sta succedendo davvero; quando guarda veloce veloce Giuseppe Battiston e continua a fingere sebbene sarebbe tanto più facile, a quel punto, svelare le carte. La sua reazione a quella, aspra e tesa, di Edoardo Leo di fronte agli eventi.

E poi Marco Giallini, che spiega il disinnescare i conflitti; che parla alle figlia 17enne come vorrei essere in grado di fare io quando verrà il momento; che fa un passo indietro, anche quando potrebbe affondare la moglie.
E Anna Foglietta, sempre al limite tra isterismo e rassegnazione, che si aggrappa a un bicchiere come a una battuta, o un'amica.

E la verità. Quella semplice e scomoda, magari ruspante e mai psicanalitica, contenuta a fasi più o meno alterne da tutti i personaggi.

Perché Perfetti sconosciuti è un film cattivo, e che sempre ne sia lodata la cattiveria. Un film che smorza nella romanità popolare (quella de 'sti regazzini che so' cresciuti insieme, e che ora hanno 40 anni) la prosopopea borghese del cinema più "alto" che ha questo genere d'impianto: quello, appunto, che ammicca al suo pubblico, con complicità intellettuale e di classe, proprio quando vuole strappargli di dosso la sua maschera e le sue ipocrisie.

Qui, al pubblico, non ammicca nessuno, proprio no. E non si fa quell'analisi che, vien fuori, uno dei personaggi usa come ultima spiaggia per salvare il suo matrimonio.
Qui, al massimo, si rispecchiano un po' delle nostre colpe banali, e dei nostri fantasmi quotidiani, e delle nostre paure più semplici e recondite: quelle che le persone a cui vogliamo bene ci nascondano qualcosa. Cose che ci possono fare del male ma che vogliamo terribilmente, masochisticamente, conoscere.

Perché il gioco che giocano questi qui, durante un'eclisse di luna, è terribilmente masochista, e lo sanno tutti. Il sadismo no, non c'è: quello sì che sarebbe stato terribilmente borghese.

Si percepisce benissimo, e si apprezza, l'affiatamento del gruppo degli attori. Nonostante il gioco dei controcampi di Genovese spinga tutti a estremizzare le reazioni non verbali, a esagerare con le faccette, c'è fluidità, e un'intesa che garantisce verosimiglianza.

Si percepisce il coraggio e lo stupore di attori che - per dirla con Mastandrea - forse non avevano mai mescolato commedia e dramma fino a questo punto, e sono riusciti a non cadere. Certo, il look è un po' patinato, le punteggiature musicali nei momenti di massimo pathos fastidiose, la grammatica campo/controcampo troppo elementare, la storiella dell'eclisse inutilmente retorica: da regista, Genovese l'imprinting pubblicitario fa un po' di fatica a superarlo.

Ma come sceneggiatore, questa voglia fa meglio e ha saputo trovare i collaboratori giusti per firmare uno dei copioni meno evidentemente scritti e banali delle ultime stagioni del cinema commerciale italiano.

Certo, l'artificio con il quale il regista risolve la sua vicenda è furbo, forse frettoloso: ma è anche l'uovo di Colombo inevitabile, e l'amaro in bocca rimane eccome.

Commedia sì, quindi, ma con giudizio. Italiana anche. Per una volta, commedia all'italiana nell'accezione migliore e più classica del termine, non citata a sproposito solo perché battente bandiera tricolore.

Perché, forse, più che un testo sui fantasmi e le spade di Damocle della coppia, Perfetti sconosciuti è un film sull'amicizia, tanto quella al maschile quanto quella al femminile (basta stare attenti alle interazioni trasversali alla coppia, e diventa subito ovvio). E, ancora più sotto, un film sull'ipocrisia della società italiana, che passa per i comportamenti, certo, ma anche per il linguaggio.

L'ipocrisia di un politicamente corretto che nel film di Paolo Genovese viene accantonato senza proclami, lasciando spazio a un parlare sfacciato e leggero, volgare e pudico, carico di livore, dolore e affetto, e che gravita attorno a un tavolo con spirito davvero scoliano.

[https://www.comingsoon.it/film/perfetti-sconosciuti/52628/recensione/]

In italiano *** sottotitoli in italiano


Perfect strangers

Seven long-time friends (three married couples and a divorcee) are having a dinner. They decide, as a playful game, to put each one's mobile phone on the table and reveal every text message or phone call they would receive that evening, to prove that nobody has anything to hide. Hilarity and drama ensue together as everyone's secrets are unveiled and the seven friends find themselves perfect strangers to each other.

[https://en.wikipedia.org/wiki/Perfect_Strangers_(2016_film)]
In Italian *** Italian subtitles




Le titre nous laisse penser qu'il est question de "parfaits inconnus", mais les personnages sont en réalité sept amis de longue date (trois couples et un célibataire) qui se retrouvent pour un dîner et inventent un jeu pour le moins étrange et dangereux : ils décident de mettre leurs smartphones sur la table et de partager les messages et appels que chacun reçoit pendant la soirée.
Une sorte de roulette au rythme de sonneries et de textos. Il va sans dire que tout le monde a son petit jardin secret et la joyeuse bande d'amis aura de quoi se remettre en question, et pas seulement sur leurs histoires d'amour et de trahison.

"L'idée, c'était d'esquisser cette vie secrète dont tout le monde redoute de parler", explique Genovese juste après la projection réservée à la presse très applaudie hier à Rome. "Avant l'ère du numérique, nos secrets étaient enfouis bien au fond de nous-mêmes ; maintenant

Le film, fruit d'un immense effort d'écriture scénaristique (le script a été co-écrit par cinq personnes, notamment Rolando Ravello) et du travail remarquable des acteurs (on retrouve Marco Giallini, Kasia Smutniak, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher et Giuseppe Battiston à l'affiche), se déroule le temps d'une soirée, autour d'une somptueuse table en bois où la bande d'amis mange et boit avec excès. "À l'origine, le jeu avec les smartphones sur la table ne devait être qu'une scène, puis on s'est rendu compte que ça marchait bien et que le portable était l'outil idéal pour raconter une histoire de notre temps."

L'un des points forts du film est que l'on s'identifie immédiatement aux situations : "Certains seront sûrement tentés de s'essayer au même jeu, c'est pour ça qu'on devrait prévenir les gens sur l'affiche : n'allez pas le voir avec votre partenaire !", s'amuse le réalisateur. Après l'avoir vu, on ne peut plus aller à un dîner entre amis sans penser à ce jeu. Il vaut alors mieux suivre le conseil d'Anna Foglietta, la plus bavarde des membres du casting lors de la conférence de presse : "Je ne demanderais pas d'échanger de téléphone avec quelqu'un, ce serait stupide, on ne sait jamais ce que les autres cachent. Le film fait réfléchir sur l'importance d'affronter ses problèmes et d'être honnête les uns envers les autres."

Produit par Lotus et Medusa, également en charge de la distribution, Perfetti sconosciuti sera diffusé dans plus de 500 salles de cinéma. Le directeur de Medusa, Giampaolo Letta, révèle que l'idée d'une reprise fait déjà surface à l'étranger : "Cinq pays, notamment la France, l'Allemagne et l'Espagne, ont demandé à acheter le concept". Après tout, les smartphones parlent toutes les langues du monde.

[http://cineuropa.org/nw.aspx?t=newsdetail&l=fr&did=304720]

En italien *** sous-titres en italien